SPORT E MENTE: LA PSICOLOGIA NON VA MAI IN PANCHINA

Si è tenuto ieri sera, in un'aula dell'oratorio di San Gervasio,  il primo di una serie di incontri organizzati dalla società.
Tema della serata la motivazione dell'atleta. Massimo Ruggeri, presidente della sezione Bergamo e Lecco dell'AIAC ha spiegato al pubblico, composto da allenatori anche di altre discipline, l'importanza di sapere dominare le proprie emozioni.
"Per un allenatore oggi non basta conoscere la differenza tra un 4-4-2 e un 3-5-2, ma deve anche possedere diverse soft skills"; una delle più importanti, spiega Ruggeri, "è capire cosa spinge un giocatore a recarsi sul campo verde."
La psicologia non va mai in panchina, in qualsiasi sport è fondamentale capire le emozioni per poi saperle gestire e trasformarle in un vantaggio.
Ruggeri dimostra come il tecnico perfetto non esista spiegando errori commessi da mostri sacri del calcio italiano e mondiale come i casi Lippi-Baggio all'Inter, Capello-Del Piero alla Juve e Spalletti Totti alla Roma.
L'allenatore deve saper rompere l'equilibrio e sostenere il giocatore per sfruttarne tutte le sue potenzialità.
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Daniela Zini, campionessa di sci, prende la parola a metà serata raccontando come il suo allenatore non sia riuscito a sfruttare una competizione nata all'interno della nazionale in cui militava e condividendo alcune riflessioni sull'importanza di stabilire obiettivi intermedi per migliorarsi di giorno in giorno sia a livello individuale sia dal punto di vista del gruppo.
Dopo aver tagliato una fetta di panettone e augurato Buon Natale a tutti i presenti, la serata si è chiusa con l'annuncio di Arnoldi di un incontro su come gestire gli infortuni il 9 gennaio.


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